[Recensione] Tintoretto – Un ribelle a Venezia

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La vita, le opere, le ambizioni e le rivalità di colui che Sartre definì “Il primo regista della Storia” vi aspettano in Tintoretto – Un ribelle a Venezia.

Tintoretto è l’unico grande pittore del Rinascimento a non aver mai abbandonato Venezia, nemmeno negli anni della Peste. Immergendoci nella Venezia del Rinascimento e attraversando alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell’artista, dall’Archivio di Stato a Palazzo Ducale, da Piazza San Marco alla Chiesa di San Rocco, si viene guidati attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte, senza trascurare l’affascinante fase della formazione della sua bottega. Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film è narrato da Stefano Accorsi

Una vita di Arte, Scienza e Religione Personale

Tintoretto – Un ribelle a Venezia è una storia d’amore tra un pittore e la sua città natale, dalla quale non solo non si allontanerà mai, ma le dedicherà l’intera vita. Cresciuto nella tintoria paterna, il talento artistico di Jacopo Robusti emerge per caso quando, stanco di lavorare, inizia a disegnare sui muri coi colori destinati alle sete. Ha origine, così, un percorso di studi presso la bottega di Tiziano, che si trasformerà col tempo nel suo più temuto rivale.

Questo percorso dà vita a una vera e propria rivoluzione dell’arte sacra. Sfondi scuri si sostituiscono all’oro e all’azzurro, rendendo la luce protagonista delle tele, esaltando i movimenti e rendendo lo spettatore parte integrante dei quadri. I personaggi di rilievo finiscono in secondo piano; l’attenzione viene focalizzata sugli umili e sui poveri, sul miracolato e non sul santo, regalando agli sguardi dei fedeli la religiosità del pittore. Attraverso una passeggiata per Venezia, partendo dalla Chiesa frequentata dal giovane Tintoretto fino a giungere alle Chiese Grandi e al Palazzo Ducale, le opere si presentano una alla volta al pubblico, raccontandosi e relazionandosi con la vita del Pittore delle Ultime Cene, perennemente in conflitto con gli altri artisti, schierati con Tiziano.

Una proto-rockstar

Completamente immerso tra alcune delle più belle vedute di Venezia, il pubblico non può che osservare la città con lo stesso amore del pittore, a lei così devoto da non allontanarsi nemmeno durante la peste, continuando a offrirle i propri servigi fino alla morte. Ma a intrigare non è questo profondo legame, quanto i metodi adoperati per posizionare le tele. In Tintoretto – Un ribelle a Venezia si ha il ritratto di un uomo disposto a tutto pur di decorare le Chiese Grandi, dipingendo gratuitamente per il popolo e presentandosi come un artista veloce ed economico in un’epoca storica nella quale l’arte era manifestazione di ricchezza e potere.

Nel film evento emerge la grandiosità di un uomo che ha ribaltato completamente il pensiero del tempo, rompendo gli schemi e rinunciando al guadagno personale pur di arricchire l’arte di Venezia.

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Ottimo

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