[Recensione] Love, Death & Robots

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Buono

Universi distopici, Androidi alla ricerca del proprio ruolo nella società e quattro diversi ordini di riproduzione sono gli ingredienti di Love, Death & Robots, la nuova serie antologica prodotta da Netflix!

Una serie, tanti generi

Love, Death & Robots riunisce in un unico prodotto episodi tra loro molto diversi: tecniche di animazione tridimensionale si alternano a quelle tradizionali, l’horror cede il posto allo Sci-Fi e alle comedy, con durata che varia tra i 7 e i 35 minuti. Questa discrepanza significativa può inizialmente confondere lo spettatore, poiché rende difficile l’individuazione del filo logico che mantiene unita l’intera serie.

Una chiave di lettura può essere fornita dal titolo: a Eros e Thanatos, le pulsioni di vita e di morte, che scandiscono le azioni costruttive e distruttive di ogni individuo, si aggiunge un elemento tipico della società odierna, ovvero la tecnologia incarnata dai robot. Le storie narrate sono quindi legate agli impulsi fondamentali dell’essere umano, immerso in un contesto nuovo e spaventoso.

Tecnologia e Solitudine

L’innovazione tecnologica di Love, Death & Robots, di gran lunga superiore a quella odierna, è talmente invasiva da creare dei muri tra le persone, costrette a interfacciarsi prima coi propri dispositivi e in seguito con le persone. La distanza emotiva tra simili genera solitudine e, di conseguenza, il desiderio di abbattere questo isolamento forzato. Questo bisogno, dettato dalla pulsione di vita, finirà col delinearsi come nostalgia del passato.

È il caso de Il sogno dei pesci, nel quale il protagonista, immerso nel ricordo di un oceano preistorico, desidererà ardentemente farne parte, nuotare in esso, o di Zima Blue, artista di fama mondiale pronto a tornare alle origini con la sua ultima, sconvolgente, installazione. In entrambi i casi la nostalgia, espressione di una incapacità di adattamento alla loro modernità, diventerà pulsione di morte, una forza autodistruttiva, ma sarà servita a rendere felici i protagonisti?

A queste storie, che tentano di allontanarsi dal dominio tecnologico, si antepongono Oltre Aquila e Il Dominio dello Yogurt, nei quali l’assuefazione al progresso sembra essere l’unica via di uscita da una realtà opprimente. A metà tra la nostalgia e il desiderio del progresso è Buona Caccia, nella quale magia e scienza si affrontano, liberando i lati negativi delle nuove tecnologie e il loro impatto sulla natura. Costretta a mutare per sopravvivere, alla Donna-Volpe non resta che adattarsi, in una trasformazione contro il tempo da carnefice a vittima e da vittima a giustiziere.

Lotta per la sopravvivenza

Il progresso giova alla sopravvivenza o genera nuovi pericoli? A rispondere alla domanda sono Tre Robot, turisti in una landa desolata e piena di cadaveri che in passato pullulava di esseri umani e Tute meccanizzate, nel quale dei mecha sono l’unica speranza che ha l’umanità contro una invasione aliena.

Il timore della morte, della fine propria e della intera specie, diventa sempre più opprimente nel passaggio dal fantasy all’horror: la tecnologia, da sempre alleata dell’essere umano, si delinea nuovamente come un’arma a doppio taglio, in grado di costruire e distruggere, creare e uccidere. Si crea un legame di amore e odio, una collaborazione piena di diffidenza, poiché, una volta superati i limiti imposti dall’etica, non è possibile tornare indietro. È il caso de Il vantaggio di Sonnie, Mutaforma e Punto Cieco.

Quanta confusione!

In Love, Death & Robots sono presenti episodi in grado di sorprendere ed emozionare il proprio pubblico, grazie anche alla presenza di grandi spunti di riflessione e plot twist. A questi titoli, che presi singolarmente si aggiudicherebbero il massimo dei voti, si oppongono puntate con una trama quasi inesistente e dal finale scontato.

7

Buono

Present Physicist, Future Nobel Prize. Nerd. Hopeless Fangirl. Gamer. Unapologetically Shipper. Booklover and Proud. Trying to construct my own T.A.R.D.I.S. and travel with the Doctor.