[Recensione] Un Italiano in America – Edizione Remastered

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7

Buono

Un Italiano in America è il terzo lungometraggio come regista per Alberto Sordi, che, per l’occasione, ripropone lo stesso schema adoperato in Fumo di Londra.

Giuseppe Marozzi lavora a un distributore di benzina nella provincia di Viterbo quando riceve la visita di un americano: questi gli rivela che suo padre non è morto, ma da anni vive in America. Potrà incontrarlo gratuitamente se accetterà di rivederlo in una trasmissione televisiva. Lando Marozzi, fattosi conoscere con il nome di Mandolino, è un business man: uno dei tanti emigrati italiani arrivati in America sicuri di una fortuna imminente. Decide quindi di iniziare suo figlio a questo mondo luccicante fatto di casinò, alberghi di lusso e pozzi di petrolio.

Il sogno americano

La vita modesta del benzinaio Giuseppe Marozzi è destinata a cambiare con l’arrivo di un misterioso americano, disposto a pagargli un viaggio negli Stati Uniti per incontrare il genitore che l’uomo credeva defunto. Ha inizio un’avventura oltreoceano che condurrà Giuseppe prima in televisione e poi in un mondo fatto di luci, giochi d’azzardo e petrolio. Riuscirà a sopravvivere a tutto questo lusso?

Attraverso la figura paterna di Mandolino, il protagonista è pronto a vivere sulla propria pelle il sogno americano scoprendo, attraverso gli occhi di un turista, tutto ciò che gli States hanno da offrirgli. Da modesto benzinaio a business man, inizierà a guidare auto di lusso, a soggiornare in alberghi sempre più costosi, a sognare sempre più in grande, senza mai dimenticare le proprie origini: su ogni spesa e guadagno, ricorderà sempre al padre il corrispettivo in lire.

Il lungometraggio, ambientato tra Italia e America, presenta entrambe le lingue, alternando dialoghi in italiano a discorsi in lingua inglese non sottotitolati. Nonostante l’utilizzo di un linguaggio straniero, i dialoghi sono semplici e facilmente comprensibili: è un inglese scolastico che confina col maccheronico, pieno di intercalari in italiano, che tenta di far sorridere il pubblico anche attraverso i continui riferimenti al “thank you very much” delle pellicole precedenti.

Il ritorno alla realtà

A differenza di Fumo di Londra, nel quale la comicità si basava sulla manifestazione dei luoghi comuni, in Un Italiano in America la vena comica è espressa dal contrasto tra realtà e fantasia: si oppongono due punti di vista, quello del sognatore, che vive una realtà che esiste solo nella propria testa, e del realista, che tenta di riportarlo sulla giusta via. Questi ruoli non sono fissi: Giuseppe inizierà il suo viaggio come sognatore, cercando di apprendere il più possibile dalle meraviglie e dalle stranezze dell’America, scoprendo solo grazie all’aiuto di Mandolino le verità celate sotto alcuni componenti e manifestazioni, per poi riscoprirsi realista quando finalmente capirà il motivo di alcuni atteggiamenti del padre.

Un Italiano in America rappresenta una versione più adulta e matura di Fumo di Londra, grazie a un miglior sviluppo del tema del turista e all’introduzione di disavventure verosimili. È un viaggio che coinvolge completamente lo spettatore, grazie a un focus accurato dei meravigliosi paesaggi americani, che si alternano al susseguirsi di luci e colori di Las Vegas e alla vastità dei pozzi petroliferi, descritti minuziosamente dal Mandolino di Vittorio De Sica.

7

Buono

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