[Recensione] L’ora più bella

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Ottimo

Come sopravvivere in una Londra distrutta dalla guerra? Scopriamolo con Catrin e il suo film di propaganda ne L’ora più bella!

La giovane Catrin Cole cerca lavoro nella Londra devastata dai bombardamenti durante la II Guerra Mondiale. Risponde ad un annuncio per segreteria e si trova ingaggiata nella produzione di un film di propaganda che ha bisogno di un tocco femminile per “chiacchiere e smancerie”, la cui finalità è quella di risollevare gli animi della nazione durante la guerra. Il suo talento naturale viene notato dal produttore cinematografico Buckley, con il quale lavorerà intensamente per dare vita a un film che farà scoprire a Catrin il dramma, la commedia e la passione dietro la macchina da presa e quanto sia faticoso farsi strada in un mondo in cui il lavoro intellettuale è degli uomini.

Autenticità intrisa di Ottimismo

Ogni giorno, con una crudele casualità, palazzi londinesi vengono abbattuti dal fuoco nemico, mietendo vittime innocenti. Ogni giorno, i sopravvissuti devono alzarsi e iniziare la propria giornata attraversando le strade smembrate dagli ordigni per recarsi a lavoro. In questo clima di incertezza e violenza si snodano le avventure di due personaggi: la giovane showrunner Catrin e un anziano attore, entrambi al lavoro su un film in grado di risollevare gli animi degli inglesi e degli alleati.

Aiutati dal produttore cinematografico Buckley, lavoreranno duramente per dare vita a una pellicola in grado di distinguersi dagli altri prodotti, ispirandosi a una storia vera. Ma sarà l’autenticità intrisa di ottimismo che si aspetta il Ministero?

L’ora più bella può essere considerato un film dentro al film: è la storia di una pellicola che prende vita nel cuore del conflitto. Lo spettatore potrà quindi assistere al processo creativo e alle fasi che consentono al prodotto di prendere vita, espediente che alleggerisce notevolmente la narrazione senza mai far calare l’interesse.

Qualcuno dovrà scrivere la sbobba

Nonostante l’apparente semplicità della trama, l’ora più bella riesce ad affrontare il tema dell’emancipazione femminile attraverso due personaggi chiave: la protagonista e “l’inquisitrice”, due donne che proveranno ad affrontare a testa alta il clima maschilista del set.

La disparità di genere emerge sin da subito con le discussioni sulla paga, poiché, in quanto donna, Catrin non può percepire lo stesso stipendio di Buckley. “Se proprio vuoi renderti utile, dai una sistemata a questo posto”, “Qualcuno dovrà pur scrivere la sbobba” (i dialoghi tra donne), sono solo alcune delle frasi che verranno rivolte alla protagonista, sminuendo le sue doti creative e paragonando il suo lavoro a quello di una governante. In questa lotta contro una mentalità chiusa, costretta ad aprirsi verso il gentil sesso per coprire i lavori lasciati dai soldati, la solidarietà femminile giocherà un ruolo fondamentale

Effetti Speciali adatti a un pubblico di ogni età

Nel film la guerra compare attraverso piccoli ma onnipresenti dettagli, che non oscurano la produzione della pellicola, ma ne scandiscono l’avanzamento. Nonostante la presenza di scene violente, quali il collasso di una struttura dove si trovava un personaggio chiave, esse non sono rappresentate in maniera splatter, ma accennate dalla presenza di manichini a mimare i morti: non è importante la scena, bensì il concetto che incarna. La visione del film è quindi consigliata a tutti, in particolar modo agli studenti di scuole medie e superiori, che possono analizzare il periodo storico studiato attraverso una nuova chiave di lettura.

L’ora più bella è un incoraggiamento a vivere e rialzarsi nonostante l’ineluttabilità della morte, una pellicola dolce e amara con un epilogo tutt’altro che scontato e plot twist in grado di far emozionare anche il pubblico più insensibile.

8

Ottimo

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