Un investigatore di eccellenza, un omicidio anomalo e dodici sospettati sono gli ingredienti alla base di Assassinio sull’Orient Express, il film basato sull’omonimo libro di Agatha Christie.

Dopo lo scioccante omicidio di un ricco uomo d’affari sullo sfarzoso treno che sfreccia attraverso l’Europa nel cuore dell’inverno, Poirot deve ricorrere a tutta la sua abilità per scoprire chi nel gruppo eterogeneo di passeggeri è l’assassino, prima che colpisca ancora.

In vacanza dell’Orient Express

Dopo aver risolto un caso inerente al furto di una preziosa reliquia, il detective Poroit può finalmente concedersi una vacanza ad Istanbul, o almeno ci prova! Un telegramma inatteso da Londra costringe il protagonista a rientrare nella capitale inglese. Ma la mole di lavoro in arrivo non allontanerà Poirot dal tanto agognato riposo: con l’aiuto del suo amico di vecchia data, nonché direttore del treno, riuscirà ad ottenere un posto sull’Orient Express. E, una volta a bordo, potrà rilassare la mente con una sana lettura, tanto buon cibo e un nuovo, inaspettato, crimine da risolvere.




Una proposta di lavoro con un tragico epilogo

A bordo dell’Orient Express, Poirot incontrerà tredici ospiti, di cui due già noti: la governante Mary Debenham e il medico John Arbuthnot. Ognuno di essi non ha apparentemente legami con gli altri, fatta eccezione per Samuel Ratchett, un mercante d’arte, che è accompagnato dal proprio maggiordomo e dal contabile.

Ormai pieno di minacce di morte, Ratchett è costretto a rivolgersi al detective per avere protezione, ma Poirot, che necessita una vacanza più del denaro, è costretto a rifiutare l’incarico. Poco dopo, l’uomo viene trovato morto dagli altri passeggeri, con dodici pugnalate nel petto.

Dodici pugnalate per dodici sospettati

Sull’Orient Express è stato assassinato un uomo e l’omicida è tra i dodici viaggiatori…riuscirà il detective a individuarlo prima che uccida di nuovo?
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Ogni passeggero ha un alibi forte, che, insieme a qualche bugia, rende difficile il compito di Poirot di svelare la verità e fermare il criminale. La situazione viene resa ancora più complessa da una valanga che, bloccando i binari, rende impossibile il prosieguo del viaggio. E, mentre il detective interroga il presunto assassino, un altro passeggero viene pugnalato…

La simmetria è importante sia nell’Universo…che nella mente di Hercule Poirot!

L’Universo è caratterizzato dall’esistenza di simmetrie sia a livello microscopico che macroscopico e ciò non sfugge all’ispettore belga, che afferma di poter vedere le asimmetrie emergere dall’insieme esattamente come si osserva un naso risaltare su un volto. E ciò non può che influenzare anche il resto della sua vita!

L’equilibrio, il rispetto di piccoli accorgimenti, la lotta a tutto ciò che è poco armonico o asimmetrico determina non solo il metodo risolutivo dei propri casi, ma anche la scelta…della propria colazione! Due uova pressappoco identiche e cotte alla perfezione sono il pasto che meglio si addice al detective Poirot.

E se in un omicidio non vi fosse la rottura della simmetria? È il caso dell’assassinio sull’Orient Express, dove tutti i candidati assassini sembrano essere innocenti, incapaci di fare del male a un’altra persona. Se l’anomalia comprare solo quando viene commesso qualcosa di ingiusto, perché non risalta in questo caso?

L’importanza della neve

La neve rappresenta tutto ciò che è puro e buono e, per il suo candore, entra subito in contrasto col sangue perso dalla vittima. Onnipresente nel film, sia grazie alle inquadrature che alle passeggiate dei personaggi all’aperto, rispecchia la pace che i passeggeri vorrebbero raggiungere.

La neve si manifesta come tormenta durante la fase di elaborazione dell’omicidio, per esprimere l’animo tormentato dei dodici indiziati; è una valanga durante il compimento del delitto, poiché l’assassino è stato travolto dalle proprie emozioni. Dopo la risoluzione del caso, invece, la neve forma semplicemente un soffice e bianco letto sui binari, per rappresentare la calma e il desiderio di redenzione dei passeggeri.

Vittima o Carnefice?

Il mercante d’arte Samuel Ratchett viene trovato assassinato nella sua cabina nel cuore della notte. L’assassino potrebbe essere stato assoldato dai mercanti italiani che aveva imbrogliato?

In apparenza mercante alle prime armi e vittima di scelte azzardate, il personaggio si scoprirà essere un criminale della peggior pasta: Ratchett è in realtà John Cassetti, artefice del rapimento e dell’omicidio della piccola Daisy Armstrong.




La morte della bambina ha distrutto molte vite: la madre, in attesa di un altro bambino, è entrata in travaglio per lo shock e nessuno dei due è sopravvissuto al parto; il padre, devastato, si è suicidato e la stessa sorte è capitata alla domestica, ingiustamente accusata del crimine. Sotto questo aspetto, la morte di Cassetti è un crimine o un atto di giustizia?

 

 



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