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Sirene – È giusto criticare una serie solo perché è made in Italy?





Sirene è giunta al terzo episodio e, nonostante i dissensi, mantiene comunque una buona audience. Questo fantasy è riuscito ad unire un fandom molto vasto, che va dagli amanti del genere agli appassionati delle serie tv made in Italy. Eppure, è proprio la nazionalità degli attori e della troupe a causare il maggior numero di critiche.

È giusto criticare una serie solo perché prodotta in Italia?




Sirene è ambientata a Napoli e racconta le avventure di quattro sirene alla ricerca di un Tritone scomparso. Tra equivoci e situazioni bizzarre, le creature marine faranno di tutto pur di riportare Ares in fondo al mare e far proseguire la specie. I primi giudizi negativi derivano proprio dallo sfondo napoletano della serie tv, che renderebbe la narrazione decisamente trash.

La scelta non è ricaduta per caso su Napoli, ma rappresenta un omaggio alla leggenda della sirena Partenope

L’origine di Napoli e, in particolare, la storia della sirena Partenope è narrata nel dodicesimo canto dell’Odissea, in cui Ulisse si ritrova a dover affrontare il melodioso canto delle sirene. Nota la potenza di quelle voci, in grado di far impazzire qualsiasi uomo e di convincere lo stesso a gettarsi in mare, Ulisse costrinse i propri uomini a indossare tappi di cera e, desideroso di ascoltare quelle melodie, ordinò di essere legato all’albero maestro.  Nonostante le urla dell’eroe, che implorava di essere liberato per andare dalle creature marine, l’equipaggio mantenne la calma, vincendo il canto delle sirene che, deluse dalla sconfitta, si suicidarono lanciandosi contro gli scogli. Il corpo di Partenope fu trascinato dove ora sorge Castel Dell’Ovo e il suo corpo si dissolse, dando origine a Napoli.

Le sirene narrate nell’Odissea esistono ancora e le protagoniste della serie ne rappresentano le dirette discendenti. Le zone di Napoli che fungono da sfondo sono quasi sempre Castel dell’Ovo e la piazza dove è custodita la statua di Partenope, come per evidenziarne maggiormente i legami.

La trama, in apparenza banale e scontata, riprende, in chiave moderna, la Sirenetta di Andersen

La Sirenetta, che viene citata numerose volte nella serie tv come parente stretta delle protagoniste, rappresenta una delle fiabe più famose di Hans Christian Andersen.

La Sirenetta, una volta raggiunta la maggiore età, ha il diritto di osservare il mondo emerso per poi tornare sott’acqua. La curiosità per il nuovo mondo e l’amore per un uomo da lei salvato durante un naufragio la porteranno a sacrificare ciò che ha più a cuore in cambio delle gambe. Privata della propria voce, per lei sarà difficile conquistare il cuore del principe, innamorato di un’altra donna e, una volta accertata la propria sconfitta, dovrà scegliere tra uccidere l’amato e riottenere la coda o morire divenendo spuma di mare.

Sebbene Ariel sia morta già da parecchi decenni, la sua storia è destinata a ripetersi attraverso Ares e la Sirena regina:

  • La Sirena Regina è spinta da una innata curiosità verso il genere umano, a tal punto da spiare i pescatori al largo del golfo. Desiderosa di apprendere sempre di più, Arriva a procurarsi riviste di ogni tipo e a imitare sia il canto che il linguaggio della popolazione partenopea. Anche il salvataggio dei naufraghi dal traghetto in fiamme riprende le azioni narrate negli scritti di Andersen.
  • Ares desidera abbandonare il mondo marino per diventare un uomo a tutti gli effetti, rinunciando ai propri poteri per poter stare vicino alla donna che ama. Ma, esattamente come nella fiaba originale, il suo amore non sarà ricambiato e l’amata lascerà il tritone per un uomo.




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